Cara posta del cuore,
bionda, slavata q.b., perfetto aplomb medio-borghese, passata indenne da una disastrosa campagna elettorale per la presidenza degli Stati Uniti e da una torbida faccenda di corna e stagiste degna di Grand Hotel, che per poco non ha mandato in tilt il Paese più potente del mondo. Le pare un bel curriculum, o no? Insomma, malgrado tutte le mie ottime qualità da iron lady, ma anche da madre, moglie e fidanzatina perfetta, mi son lasciata fregare dal solito bulletto italiano, fascinoso e linguacciuto q.b., un perfetto mix di machismo e sfrontatezza. Sarà che i luoghi comuni su di noi, ingenue ragazze del Midwest, sono in fondo veri? My God. By the way, lui si chiama Guido. Mi ha irretito col capello brizzolato, la polo bleu sempre ben tesa sui pettorali asciutti, l’accento italico a cui non ho mai resistito. Gran lavoratore, sa? Strano. Doveva insospettirmi. E infatti ecco che, sul più bello, dopo averlo incensato e glorificato perfino oltreoceano per le sue qualità, Mr Guido teases me, mi prende in giro, mi abbandona nel momento di maggior bisogno, mentre ero a inzaccherarmi di fango con Bill nel terremoto di Haiti. Damn… Danna-ti-one, dite voi italiani? “L’America è patetica, inutile, uno show per la tv”, he said. Mr Guido, alla fine, si è rivelato il solito ragazzaccio da bar, tutto muscoli e poco altro. O almeno credo. Cheers,
Hillary
Cara Hillary,
non si abbatta. Nel replicare alle esternazioni di Mr Guido lei ha commentato benissimo: “Monday morning quarterback”. Solo un appunto: essendo Mr Guido il tipico masculo italico, come lei ha giustamente fatto notare, anziché il football americano avrebbe dovuto usare un altro sport, come termine di paragone. Altrimenti, quaggiù nello stivale non la capiscono. E rischia pure che lo prendono per un complimento.