Se l’antenato del Principupo ha il mal di stomaco

febbraio 22, 2010 - Leave a Response

Cara posta del cuore,

ho sognato l’Italia e ho fatto la prima Costituzione. Tante delusioni le ho già avute, in vita e pure dopo, ma non sono mancate le soddisfazioni. Di eredi buoni, alla fine, ne ho avuti anch’io. Coi loro pregi e difetti, sia chiaro, ma pur sempre dei Re: chi l’Italia l’ha fatta davvero, chi l’ha governata con capacità non sempre degne del blasone portato, ma questo si mette in conto in ogni regale dinastia. Il mio disincanto mi ha comunque permesso di riposare in pace, nei secoli dei secoli. Ma ecco che, pochi giorni or sono, vengo destato da un gran mal di stomaco, come non ne avevo mai provati. Non avrei mai potuto immagine che si potesse arrivare a tanto:vedo  il mio ultimo erede sgallettare come una qualunque soubrette su un palcoscenico di lustrini,  lo sento gracchiare versi sconnessi con piglio tutt’altro che principesco. “Italia amore mio”, cantava il principe, con a fianco un nano che, mi pare, si chiami Pupo. Forse non a caso. Tutto credevo di  aver visto, ma il Principe e il Pupo, ebbene, quello almeno me lo si poteva risparmiare.

Sua Altezza Carlo Alberto Amedeo di Savoia detto Il Magnanimo

Maestà,

dati i miei ben più miseri natali, non posso neppure immaginare il vostro dolore e la vostra vergogna. Però, su un punto non ho dubbi. Se è vero che è ingiusto far ricadere le colpe dei padri sui figli, bisognerebbe però pensare anche a quei figli che fanno ricadere le proprie sciocchezze su illustri avi. I miei rispetti e omaggi. E condoglianze. Per tutto.

BOLLETTINO SENTIMENTALE

febbraio 16, 2010 - Leave a Response

Gli sport village e i quartier generali della protezione civile salgono al primo posto nella classifica nazionale come luoghi in cui è più facile fare nuovi incontri amorosi.

Testimonianze.

Monica (14/12/2008): “Guido con me vide le stelle”.

Guido (16/02/10): “Ho sempre fatto il mio dovere”.

MORALE DELLA POSTA DEL CUORE

Non pervenuta

E alla fine Paola se ne andò con l’amico Pierferdi

febbraio 14, 2010 - Leave a Response

Cara posta del cuore,

alla fine se n’è andata. Sbattendo la porta, senza salutare. Solo parole rancorose: quelle che ci si aspetta di sentire quando finisce qualunque rapporto, ma che comunque fanno male. Che le devo dire, cara posta del cuore? Proverò a farmene una ragione. Dimenticare Paola non sarà facile. Severa ma amorevole, ligia al dovere, un sergente di cattolico ferro con la grazia delle educande. Nel Pd era una stella cometa. Peccato che pochi l’avessero capito. Lo so che non mi ha mai amato. Mi ha appoggiato, sì, ma con riserva: “Voto Bersani”, disse alla vigilia della mia elezione alla segreteria del partito. “Poi decido”. Evidentemente, non le sono piaciuto abbastanza. Quando mi ha lasciato, mi ha rinfacciato di averle preferito Emma: “Proprio con la Bonino no”, mi ha detto. E io che quasi ci cascavo, mi lasciavo prendere dai sensi di colpa, salvo poi ricredermi quando ho visto con chi, la signora, si è riaccompagnata. Niente meno che Casini. Pensare che stavo anche provando a farmelo amico. E invece. S’è preso il mio pezzo da novanta, il mio incorruttibile ariete contro chi ci accusa di non essere sufficientemente cristiani. Almeno avesse scelto il bel Francesco. L’avrei capito di più. Forse, l’avrei anche accettato. E invece, mi ritrovo cornuto e mazziato. Paola e Pierferdinando: l’amico novello e la compagna che, ammetto, non ha mai voluto essere chiamata con questo nome. Forse, qualche dubbio sul suo conto, mi doveva venire prima.

Pierluigi confuso

Caro Pierluigi,

provo a immedesimarmi nella sua rabbia, e anche nel suo rancore. Ma la storiella dell’amico, mi perdoni, è vecchia come il mondo. Se poi l’amico non è di comprovata fedeltà – e mi pare sia il caso del caso del suo Pierferdinando – avrebbe dovuto essere ancora più prudente. In casi come il suo, il consiglio che mi sento di darle non è dei più nobili, anche se è fuor di dubbio dei più  efficaci. Non si crucci, e provi col chiodo schiaccia chiodo. Vedrà che funziona. E poi, scusi se mi permetto, meglio un’Emma oggi che una Binetti domani.

BOLLETTINO SENTIMENTALE

febbraio 8, 2010 - Leave a Response

Antonio e Luigi bisticciano. Scaramucce nell’Italia dei Valori per diventare il Maschio Alfa.

Luigi: “Anche in questo partito reprimono il dissenso”

Antonio: “Grazie alla vostra fiducia, il capo sono ancora io”.

LA MORALE DELLA POSTA DEL CUORE

La nonna diceva sempre: “Mai mettere due galli in un pollaio”. Il detto vale anche per i pavoni.

L’ultimo degli Asiaghi

febbraio 2, 2010 - Leave a Response

Cara posta del cuore,

sono un formaggio Dop, delicato e profumato. Categoria superiore, morbido, carezzevole al palato: per secoli ne ho soddisfatti di fini, casarecci ed esigenti, amato da principi e pastori in egual misura. Ma dovevo immaginarlo che, prima o poi, sarebbe arrivata la beffa a infangare il mio buon nome. Un ministrino qualunque in grembiule verde m’ha schiaffato in un panino insapore e incolore, come emblema di italianità, anche se io mi sento orgogliosamente padano. Ma, beffa delle beffe, il panino in questione è di quelli fatti in serie, in catena di montaggio, senza estro né tradizione: m’han messo insieme a carciofi, mollica stantia e carne di mucca, con una foglia di lattuga che non sa di nulla, esattamente come me, o quel lontano parente che, comunque, spacciano per me. Ma perché non han lasciato la sottiletta, in quei cosiddetti “panini”? Perché tanta umiliazione? Dovevo arrivare alla mia veneranda età, alla mia venerabile carriera, per aver questa crisi d’identità così profonda e devastante? Mi son cullato per anni nel mio essere un formaggio padano tranquillo, amato, buono ma senza pretese. E ora nel McItaly mi fanno entrare. Cos’ho fatto di male per meritarmi questo? Scusi lo sfogo. I miei rispetti,

Asiago Dop

Caro Asiago Dop,

che le devo dire? Non ci sono più i panini di una volta. Anche se il suo buon nome è forse definitivamente compromesso, non disperi. Noi, che da sempre siamo suoi fan, la ricorderemo con affetto, e con stima. Continueremo a pensarla così come lei è in verità: gustoso e delicato, morbido e saporito, da assaporare con la dovuta lentezza, davanti a un bicchiere di vino. E non in un qualunque, squallido, fast food.

BOLLETTINO SENTIMENTALE

gennaio 28, 2010 - Leave a Response

Noemi va in Rai per diventare soubrette.

Silvio: “Se fosse stata raccomandata, come minimo la mettevano a Studio Aperto”.

LA MORALE DELLA POSTA DEL CUORE

Bibi Ballandi dixit: “C’è farina nel suo sacco”; Mauro Mazza: “Non ne so nulla”

Dove osano i quarterback

gennaio 27, 2010 - Leave a Response

Cara posta del cuore,

bionda, slavata q.b., perfetto aplomb medio-borghese, passata indenne da una disastrosa campagna elettorale per la presidenza degli Stati Uniti e da una torbida faccenda di corna e stagiste degna di Grand Hotel, che per poco non ha mandato in tilt il Paese più potente del mondo. Le pare un bel curriculum, o no? Insomma, malgrado tutte le mie ottime qualità da iron lady, ma anche da madre, moglie e fidanzatina perfetta, mi son lasciata fregare dal solito bulletto italiano, fascinoso e linguacciuto q.b., un perfetto mix di machismo e sfrontatezza. Sarà che i luoghi comuni su di noi, ingenue ragazze del Midwest, sono in fondo veri? My God. By the way, lui si chiama Guido. Mi ha irretito col capello brizzolato, la polo bleu sempre ben tesa sui pettorali asciutti, l’accento italico a cui non ho mai resistito. Gran lavoratore, sa? Strano. Doveva insospettirmi. E infatti ecco che, sul più bello, dopo averlo incensato e glorificato perfino oltreoceano per le sue qualità, Mr Guido teases me, mi prende in giro, mi abbandona nel momento di maggior bisogno, mentre ero a inzaccherarmi di fango con Bill nel terremoto di Haiti. DamnDanna-ti-one, dite voi italiani? “L’America è patetica, inutile, uno show per la tv”, he said. Mr Guido, alla fine, si è rivelato il solito ragazzaccio da bar, tutto muscoli e poco altro. O almeno credo. Cheers,

Hillary

Cara Hillary,

non si abbatta. Nel replicare alle esternazioni di Mr Guido lei ha commentato benissimo: “Monday morning quarterback”. Solo un appunto: essendo Mr Guido il tipico masculo italico, come lei ha giustamente fatto notare, anziché il football americano avrebbe dovuto usare un altro sport, come termine di paragone. Altrimenti, quaggiù nello stivale non la capiscono. E rischia pure che lo prendono per un complimento.

BOLLETTINO SENTIMENTALE

gennaio 25, 2010 - Leave a Response

Cinzia e Flavio si sono lasciati. Incomprensioni in ufficio.

Cinzia: “Lui mi aveva declassato”.

Flavio: “E lei per vendicarsi mi ha fatto licenziare”

LA MORALE DELLA POSTA DEL CUORE

Comunque vada, c’è del bono in tutti noi

Meno tasse per tutti: la parola a un lettore

gennaio 13, 2010 - Leave a Response

Ci scrive un lettore, tale “Perleaiporci2010”. Ecco la sua lettera. (E non dite che non diamo voce al popolo)

Cara Posta del Cuore,

ma perché noi italiani siamo così cretini? Mi spiego. Silvio B. sbandiera ai quattro venti che adesso rivoluziona le tasse: le abbassa per la gioia dei suoi sudditi; farà due sole aliquote al posto dell’attuale caos fiscale. E noi, appena apre bocca, eccoci tutti lì appesi all’amo, a prenderlo sul serio: e c’è chi approva la sua proposta e chi la critica. Sui giornali è uno straparlare di maggioranza e opposizione, una lagna inutile e infinita. Sai cos’è che mi manda al manicomio, cara Posta del Cuore? Non c’è nessuno che tenti di far notare che quelle del Presidente di Tutti saranno parole al vento, perché la sua ultima  promessa sulle tasse è esattamente la solita già annunciata un anno sì e l’altro pure, da quando Silvio è in sella. Però non c’è mai stata una volta – una sola volta – che quelle promesse siano diventate l’ombra di un misero fatto. Mi domando: ma i veri “Sedotti e abbandonati” di questa tristissima politica sempre uguale a se stessa non saranno alla fine quei 17milioni 64mila 314 elettori che anche nelle ultime elezioni hanno confermato la loro benedizione all’Uomo della Provvidenza, che sempre li fa innamorare e sempre – immancabilmente – li butta giù dal letto con un calcione appena dopo aver consumato?

Perleaiporci2010

Caro Perleaiporci2010,

sedotti e abbandonati li siamo stati tutti, almeno una volta nella vita. C’è però chi persevera. Purtroppo, caro lettore, per codesta categoria le poste del cuore possono far poco. Occorrono ben altri rimedi…

Se torna il figliol prodigo, meglio chiudere l’uscio

gennaio 5, 2010 - 2 Risposte

Cara posta del cuore,

mi chiamava “Emmina”. Diceva: “Emmina ti voglio bene”. Me lo rivedo come fosse ieri: poco più che un bambino, la faccia pulita e i suoi occhialetti tondi, i capelli ordinati e precisi che avrebbero fatto la felicità di ogni mamma. Anche la mia. Daniele pendeva dalle mie labbra. Daniele Capezzone. Che giovanotto sveglio! Marco ed io avevamo deciso: lui sarebbe stato il nostro erede. Ma s’è venduto la primogenitura per un piatto di lenticchie. Anzi, per molto meno. Daniele era il nostro cavallino di razza: forse non proprio bello, ma astuto e con la lingua tagliente al punto giusto. Marco ed io, ma soprattutto io, com’eravamo contenti, soddisfatti, a sentirlo urlare: “Berlusconi, ma ti sei fatto una canna?”. E ancora: “Berlusconi è come Wanna Marchi, e Tremonti come mago Do Nascimento”. Proprio così: a quei due li aveva equiparati. Che io neanche se ci avessi pensato tutta la notte mi sarebbe venuto in mente un paragone tanto azzeccato. Ma Daniele era così: arguto, brillante. Nel 2007 la rovina che mi ha strappato il cuore: “Emma, me ne vado”. Ha chiuso la porta ed è sparito. Anzi, è passato col nemico dei nemici. La cosa peggiore che potesse farmi. Se l’è andata a intendere con lui, con Silvio, proprio lo stesso che insultava e che chiamava Wanna Marchi. Un figliol prodigo, ma questa volta, credo, senza ritorno. E io, lo so che non lo dovrei dire, che dovrei avere più orgoglio, ma soffro. Come ogni mamma che si è cresciuta e allattata la sua creatura, e che poi la vede voltarle le spalle. Senza un saluto, né una spiegazione.

Emmina

Cara Emmina,

non so se il suo Daniele sia o meno un figliol prodigo di cristiana memoria. In ogni caso, mi permetto di darle un consiglio. Qualora mai Capezzone dovesse ripresentarsi al suo capezzale, sia meno evangelica (per lei non dovrebbe essere troppo difficile). Faccia trovare l’uscio ben chiuso a doppia mandata.